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Bandi a cascata impresa-università: guida completa 2025

I bandi a cascata finanziano progetti collaborativi tra imprese e università con procedure snelle e coperture fino all’80% per la ricerca industriale. Nel 2025 restano aperte call PNRR (ecosistemi/partenariati) e FSTP europee, con scadenze ravvicinate e forti vincoli su ammissibilità spese, DNSH e aiuti di Stato. L’articolo spiega come funzionano, chi può partecipare, quali percentuali aspettarsi, dove trovare le opportunità e come candidarsi, con casi reali e una checklist operativa.

Pubblicato: 
August 13, 2025
Bandi a cascata impresa-università: guida completa 2025

I bandi a cascata sono oggi uno dei canali più rapidi per finanziare progetti di ricerca e sviluppo collaborativa tra imprese e università, grazie al PNRR (ecosistemi dell’innovazione, partenariati estesi, centri nazionali) e ai programmi europei FSTP (Horizon Europe). Nel 2025 restano attive numerose call con finestre di candidatura brevi (4–8 settimane), contributi che possono arrivare all’80% per progetti di ricerca industriale e scadenze esecutive serrate, spesso con conclusione entro il 2025. A giugno 2025 la Commissione europea ha aggiornato le linee guida sulle buone pratiche per il cascade funding.

Cos’è e come funziona

I bandi a cascata sono avvisi pubblicati da soggetti che hanno già ricevuto un finanziamento principale — come università, consorzi, centri nazionali, ecosistemi hub & spoke — e che ridistribuiscono parte di queste risorse a terzi (imprese, startup, enti di ricerca) tramite call competitive.
In ambito UE, questa modalità è definita FSTP – Financial Support to Third Parties o “cascade funding”; in Italia il MUR raccoglie e pubblica sul proprio portale tutti i bandi a cascata legati al PNRR.

Il meccanismo tipico è il seguente:

  1. Il soggetto capofila ottiene fondi PNRR o UE e pubblica una o più open call.
  2. Le imprese presentano progetti, spesso in collaborazione con altri partner, su temi già stabiliti.
  3. L’ente gestore valuta le proposte, pubblica graduatorie e concede i finanziamenti.
  4. Si applicano regole sugli aiuti di Stato (GBER o de minimis) e i requisiti ambientali e digitali del PNRR (DNSH e tagging).

A chi si rivolge

Questi bandi sono aperti principalmente a PMI e startup, comprese quelle innovative, e spesso anche a spin-off universitari. Le grandi imprese possono partecipare in molti casi solo se in collaborazione con almeno una PMI.
Requisiti tipici includono: iscrizione al Registro Imprese, assenza di procedure concorsuali o condizioni di “impresa in difficoltà”, regolarità fiscale e contributiva, solidità economico-finanziaria e, in diversi casi, un livello minimo di maturità tecnologica (TRL) pari ad almeno 4.

Spese ammissibili e intensità d’aiuto

Le spese più frequentemente ammesse comprendono:

  • Costi del personale tecnico e di ricerca.
  • Acquisto, noleggio o ammortamento di attrezzature, licenze software e materiali.
  • Consulenze specialistiche e servizi di ricerca esterni.
  • Costi indiretti, spesso calcolati in misura forfettaria (es. 15% dei costi di personale).
  • Spese accessorie come missioni, attività di disseminazione e pubblicazioni.
    È sempre vietato il doppio finanziamento sugli stessi costi, quindi non è possibile cumulare il contributo con altri incentivi o crediti d’imposta relativi alle medesime spese.

In termini di percentuali, la ricerca industriale può essere finanziata fino all’80% per le piccole imprese che collaborano in modo effettivo con altri partner; le medie imprese arrivano fino al 75%, mentre per le grandi imprese il tetto è del 65%. Lo sviluppo sperimentale ha percentuali inferiori: fino al 60% per le piccole, 50% per le medie e 40% per le grandi. Le maggiorazioni si applicano solo in caso di collaborazione effettiva e rispettando i limiti di costo per partner.

Dove trovare opportunità

Le principali fonti ufficiali sono:

  • Il portale MUR nella sezione dedicata ai bandi a cascata PNRR.
  • FIRST – ART-ER per le opportunità legate agli ecosistemi dell’innovazione e partenariati estesi.
  • Il portale europeo Funding & Tenders nella sezione “Competitive calls for third parties” per i bandi FSTP.
  • I siti degli atenei e delle strutture spoke, che pubblicano le call aperte.
  • Le Camere di Commercio e Unioncamere per eventuali bandi collegati a iniziative territoriali.
  • Osservatori come quello sul Recovery Plan, che monitorano lo stato di avanzamento degli ecosistemi.

Come candidarsi – checklist operativa

Prima di iniziare:

  • Verifica la tua eleggibilità (dimensione impresa, requisiti amministrativi, assenza di irregolarità).
  • Controlla la coerenza tematica del progetto con lo spoke o il partenariato.
  • Identifica eventuali partner e formalizza un accordo di collaborazione se richiesto.

Documenti e contenuti da preparare:

  • Un progetto tecnico dettagliato con obiettivi, attività, risultati attesi, KPI e gestione della proprietà intellettuale.
  • Un budget coerente con le spese ammissibili.
  • Un cronoprogramma che rispetti i tempi imposti dal PNRR.
  • Le dichiarazioni richieste (DNSH, assenza di doppio finanziamento, conformità agli aiuti di Stato).

Invio della domanda:

  • Registrati sul portale indicato nel bando (spesso piattaforme e-procurement universitarie).
  • Carica tutti i documenti entro la scadenza.

Errori comuni e buone pratiche

  • Non iniziare in tempo: i bandi hanno finestre brevi e richiedono preparazione.
  • Presentare partnership “di facciata”: senza collaborazione reale perdi le maggiorazioni.
  • Inserire spese non ammissibili, che verranno tagliate.
  • Non verificare la cumulabilità con altri incentivi.
  • Non specificare in modo chiaro il TRL e lo stato di avanzamento del progetto.
  • Ignorare i requisiti DNSH e tagging.
  • Non evidenziare l’impatto atteso in termini misurabili.

Casi ed esempi recenti

SERICS – Spoke 10 (Università di Milano)
Bando su governance e protezione dei dati, dotazione di oltre 650.000 €, TRL minimo 4, intensità di aiuto secondo GBER, progetti da chiudere entro ottobre 2025.

ECOSISTER – Imprese Mezzogiorno / Open Innovation
Opportunità per MPMI del Mezzogiorno con grandi imprese ammissibili solo in collaborazione; scadenze passate al 7 giugno 2024 e 24 gennaio 2025.

NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile
310 imprese finanziate con oltre 11 milioni di euro rendicontati a metà 2024.

Domande frequenti

Che cosa sono i bandi a cascata?
Sono call pubblicate da beneficiari di fondi (università o ecosistemi) per finanziare terzi con risorse PNRR o UE.

Chi può partecipare?
PMI e startup, grandi imprese solo se in collaborazione con PMI.

Quali contributi sono previsti?
Fino all’80% per ricerca industriale e fino al 60% per sviluppo sperimentale, a seconda della dimensione dell’impresa e del tipo di progetto.

Posso cumulare il contributo con il credito d’imposta R&S?
No, non sugli stessi costi.

Che TRL serve?
Dipende dal bando, ma spesso è richiesto un TRL minimo di 4.

Quali regole sugli aiuti di Stato si applicano?
GBER o de minimis, con tetto massimo di 300.000 € nel triennio per quest’ultimo.

Dove trovo le call aperte?
Sul portale MUR, FIRST ART-ER, i siti degli atenei e il portale Funding & Tenders UE.

Come si presenta la domanda?
Tramite le piattaforme online indicate nel bando, caricando tutti i documenti richiesti entro la scadenza.

Conclusione

Per PMI, startup e uffici R&D, i bandi a cascata sono una via rapida per collaborare con università ed ecosistemi, ottenendo contributi significativi e accelerando lo sviluppo di innovazioni. Preparare per tempo documentazione, partnership e budget aumenta le possibilità di successo e permette di cogliere queste opportunità nei tempi stretti previsti.

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