Bandi a cascata impresa-università: guida completa 2025
I bandi a cascata finanziano progetti collaborativi tra imprese e università con procedure snelle e coperture fino all’80% per la ricerca industriale. Nel 2025 restano aperte call PNRR (ecosistemi/partenariati) e FSTP europee, con scadenze ravvicinate e forti vincoli su ammissibilità spese, DNSH e aiuti di Stato. L’articolo spiega come funzionano, chi può partecipare, quali percentuali aspettarsi, dove trovare le opportunità e come candidarsi, con casi reali e una checklist operativa.
I bandi a cascata sono oggi uno dei canali più rapidi per finanziare progetti di ricerca e sviluppo collaborativa tra imprese e università, grazie al PNRR (ecosistemi dell’innovazione, partenariati estesi, centri nazionali) e ai programmi europei FSTP (Horizon Europe). Nel 2025 restano attive numerose call con finestre di candidatura brevi (4–8 settimane), contributi che possono arrivare all’80% per progetti di ricerca industriale e scadenze esecutive serrate, spesso con conclusione entro il 2025. A giugno 2025 la Commissione europea ha aggiornato le linee guida sulle buone pratiche per il cascade funding.
Cos’è e come funziona
I bandi a cascata sono avvisi pubblicati da soggetti che hanno già ricevuto un finanziamento principale — come università, consorzi, centri nazionali, ecosistemi hub & spoke — e che ridistribuiscono parte di queste risorse a terzi (imprese, startup, enti di ricerca) tramite call competitive.
In ambito UE, questa modalità è definita FSTP – Financial Support to Third Parties o “cascade funding”; in Italia il MUR raccoglie e pubblica sul proprio portale tutti i bandi a cascata legati al PNRR.
Il meccanismo tipico è il seguente:
- Il soggetto capofila ottiene fondi PNRR o UE e pubblica una o più open call.
- Le imprese presentano progetti, spesso in collaborazione con altri partner, su temi già stabiliti.
- L’ente gestore valuta le proposte, pubblica graduatorie e concede i finanziamenti.
- Si applicano regole sugli aiuti di Stato (GBER o de minimis) e i requisiti ambientali e digitali del PNRR (DNSH e tagging).
A chi si rivolge
Questi bandi sono aperti principalmente a PMI e startup, comprese quelle innovative, e spesso anche a spin-off universitari. Le grandi imprese possono partecipare in molti casi solo se in collaborazione con almeno una PMI.
Requisiti tipici includono: iscrizione al Registro Imprese, assenza di procedure concorsuali o condizioni di “impresa in difficoltà”, regolarità fiscale e contributiva, solidità economico-finanziaria e, in diversi casi, un livello minimo di maturità tecnologica (TRL) pari ad almeno 4.
Spese ammissibili e intensità d’aiuto
Le spese più frequentemente ammesse comprendono:
- Costi del personale tecnico e di ricerca.
- Acquisto, noleggio o ammortamento di attrezzature, licenze software e materiali.
- Consulenze specialistiche e servizi di ricerca esterni.
- Costi indiretti, spesso calcolati in misura forfettaria (es. 15% dei costi di personale).
- Spese accessorie come missioni, attività di disseminazione e pubblicazioni.
È sempre vietato il doppio finanziamento sugli stessi costi, quindi non è possibile cumulare il contributo con altri incentivi o crediti d’imposta relativi alle medesime spese.
In termini di percentuali, la ricerca industriale può essere finanziata fino all’80% per le piccole imprese che collaborano in modo effettivo con altri partner; le medie imprese arrivano fino al 75%, mentre per le grandi imprese il tetto è del 65%. Lo sviluppo sperimentale ha percentuali inferiori: fino al 60% per le piccole, 50% per le medie e 40% per le grandi. Le maggiorazioni si applicano solo in caso di collaborazione effettiva e rispettando i limiti di costo per partner.
Dove trovare opportunità
Le principali fonti ufficiali sono:
- Il portale MUR nella sezione dedicata ai bandi a cascata PNRR.
- FIRST – ART-ER per le opportunità legate agli ecosistemi dell’innovazione e partenariati estesi.
- Il portale europeo Funding & Tenders nella sezione “Competitive calls for third parties” per i bandi FSTP.
- I siti degli atenei e delle strutture spoke, che pubblicano le call aperte.
- Le Camere di Commercio e Unioncamere per eventuali bandi collegati a iniziative territoriali.
- Osservatori come quello sul Recovery Plan, che monitorano lo stato di avanzamento degli ecosistemi.
Come candidarsi – checklist operativa
Prima di iniziare:
- Verifica la tua eleggibilità (dimensione impresa, requisiti amministrativi, assenza di irregolarità).
- Controlla la coerenza tematica del progetto con lo spoke o il partenariato.
- Identifica eventuali partner e formalizza un accordo di collaborazione se richiesto.
Documenti e contenuti da preparare:
- Un progetto tecnico dettagliato con obiettivi, attività, risultati attesi, KPI e gestione della proprietà intellettuale.
- Un budget coerente con le spese ammissibili.
- Un cronoprogramma che rispetti i tempi imposti dal PNRR.
- Le dichiarazioni richieste (DNSH, assenza di doppio finanziamento, conformità agli aiuti di Stato).
Invio della domanda:
- Registrati sul portale indicato nel bando (spesso piattaforme e-procurement universitarie).
- Carica tutti i documenti entro la scadenza.
Errori comuni e buone pratiche
- Non iniziare in tempo: i bandi hanno finestre brevi e richiedono preparazione.
- Presentare partnership “di facciata”: senza collaborazione reale perdi le maggiorazioni.
- Inserire spese non ammissibili, che verranno tagliate.
- Non verificare la cumulabilità con altri incentivi.
- Non specificare in modo chiaro il TRL e lo stato di avanzamento del progetto.
- Ignorare i requisiti DNSH e tagging.
- Non evidenziare l’impatto atteso in termini misurabili.
Casi ed esempi recenti
SERICS – Spoke 10 (Università di Milano)
Bando su governance e protezione dei dati, dotazione di oltre 650.000 €, TRL minimo 4, intensità di aiuto secondo GBER, progetti da chiudere entro ottobre 2025.
ECOSISTER – Imprese Mezzogiorno / Open Innovation
Opportunità per MPMI del Mezzogiorno con grandi imprese ammissibili solo in collaborazione; scadenze passate al 7 giugno 2024 e 24 gennaio 2025.
NODES – Nord Ovest Digitale e Sostenibile
310 imprese finanziate con oltre 11 milioni di euro rendicontati a metà 2024.
Domande frequenti
Che cosa sono i bandi a cascata?
Sono call pubblicate da beneficiari di fondi (università o ecosistemi) per finanziare terzi con risorse PNRR o UE.
Chi può partecipare?
PMI e startup, grandi imprese solo se in collaborazione con PMI.
Quali contributi sono previsti?
Fino all’80% per ricerca industriale e fino al 60% per sviluppo sperimentale, a seconda della dimensione dell’impresa e del tipo di progetto.
Posso cumulare il contributo con il credito d’imposta R&S?
No, non sugli stessi costi.
Che TRL serve?
Dipende dal bando, ma spesso è richiesto un TRL minimo di 4.
Quali regole sugli aiuti di Stato si applicano?
GBER o de minimis, con tetto massimo di 300.000 € nel triennio per quest’ultimo.
Dove trovo le call aperte?
Sul portale MUR, FIRST ART-ER, i siti degli atenei e il portale Funding & Tenders UE.
Come si presenta la domanda?
Tramite le piattaforme online indicate nel bando, caricando tutti i documenti richiesti entro la scadenza.
Conclusione
Per PMI, startup e uffici R&D, i bandi a cascata sono una via rapida per collaborare con università ed ecosistemi, ottenendo contributi significativi e accelerando lo sviluppo di innovazioni. Preparare per tempo documentazione, partnership e budget aumenta le possibilità di successo e permette di cogliere queste opportunità nei tempi stretti previsti.
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